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lunedì 24 ottobre 2011

Cerimonia commemorativa per Steve Jobs - Il video online


il 19 ottobre nel quartier generale di Apple a Cupertino, si è svolta una cerimonia commemorativa in onore di Steve Jobs.
A questo evento privato hanno preso parte tutti i dipendenti, i manager, la moglie Laurene e l'attuale CEO Tim Cook che ha aperto la cerimonia con queste parole:
"Le mie ultime due settimane sono state le più tristi della mia vita fin’ora. Ma conosco Steve. E Steve avrebbe voluto che questa nuvola si fosse già sollevata da Apple e dalla nostra concentrazione per ritornare al lavoro che amava tanto. E’ quindi con questo spirito che desideravamo stringere l’intera società assieme, quest’oggi, per celebrare la vita straordinaria di Steve e i suoi molti successi"

L'evento non è stato trasmesso in diretta ma ora Apple ha messo a disposizione l'intero video, della durata di circa 80 minuti, sul proprio sito web. Per accedere direttamente cliccate QUI.

Requisiti tecnici: Safari 4 o 5 per Mac OS X Snow Leopard o Lion, Safari per iOS 3 o successivi, QuickTime 7 per Windows.

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domenica 16 ottobre 2011

"Steve Jobs si poteva salvare? Una bufala"

A seguito delle dichiarazioni di Ramzi Amri, il ricercatore che in questi giorni aveva affermato che la morte di Steve Jobs si sarebbe potuta evitare se solo si fosse sottoposto alle cure tradizionali per tempo (ne abbiamo parlato QUI), sono nate polemiche e numerose discussioni.
A parlare ora è però Filippo Cremonini, gastroenterologo al Beth Israel Deaconess Medical Center dell’Harvard Medical School, che, non senza un pizzico di fastidio, smonta totalmente le tesi sostenute da Ramzi Amri.

Filippo Cremonini
L'italiano infatti afferma: "Mi sento in dovere di precisare, a titolo personale ma da componente della stessa organizzazione, che questo signor Ramdi Amri NON è "l'oncologo di Harvard" come hanno scritto i giornali ma un semplice 'Fullbright scholar' senza laurea in Medicina riconosciuta negli USA, in soggiorno temporaneo a Boston, e non sembra sia nemmeno un clinico. Insomma: persona giovane e scommetto brillante, ma praticamente uno studente in visita"

Vi riporto in seguito le affermazioni di Cremonini, tratte dalla versione online del Corriere della Sera:

Le sue tesi sono completamente sbagliate?
"Il signor o dottor Amri esprime un convincimento che può essere comune a colleghi gastroenterologi, chirurghi, internisti ed oncologi, e lo documenta. Ma in primis non ha la conoscenza diretta del caso Jobs, e poi si abbandona ad agghiaccianti semplificazioni. Una tentazione in cui uno che non ha esperienza clinica può facilmente cadere".

Conosce personalmente Ramdi Amri?
"Sembra sia un giovane studente olandese di origini tunisine arrivato in America sei mesi fa. Quando parla del “100% dei ‘suoi’ pazienti guariti da quel tipo di tumore” mente sfacciatamente. In più, e questo è molto più serio, viola una discrezione, un riserbo professionale che neanche il più oscuro dei medici di medicina generale si sognerebbe di fare, figurarsi un oncologo accademico".

Che cosa intende dire? 
"L'uso del nome di Harvard per una polemica così non può andare giù ai medici di questa istituzione, che sgobbano anni in corsia e laboratorio prima di poter mettere il logo di Harvard su un biglietto da visita. In fondo, come dice uno dei protagonisti del film The Social Network, questo è l’indirizzo accademico più prestigioso al mondo. Se costui si presentava come lo studente dell’università di Amsterdam (che in effetti era fino a pochi mesi fa) chi gli dava ascolto?".

Che cosa succederà adesso?
"E’ possibile che signor Amri subirà delle conseguenze disciplinari e forse persino legali di qualche tipo. La sua trovata rischia di far perdere importanti fondi per la ricerca all’università. Qui ci sacrifichiamo per evitare conflitti di interesse e pubblicità occulte a vario titolo che ci vengono proposte dal mondo extra-accademico. Tutto questo per contribuire a mantenere il nome di Harvard integro. La credibilità è tutto nell’Accademia. Prevedo nubi dense su questo giovane ricercatore, che, però se l'è un po’ andata a cercare".

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sabato 15 ottobre 2011

"Steve Jobs poteva salvarsi"

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Ramzi Amri


La morte di Steve Jobs si sarebbe potuta evitare se solo si fosse rivolto alla medicina tradizionale per tempo.
Questa è la tesi portata avanti da Ramzi Amriricercatore presso la prestigiosa Università di Harvard.
Il ricercatore sembra molto sicuro di quanto affermato. Ramzi Amri è infatti un'oncologo che, per 1 anno e mezzo in Olanda, ha studiato ed approfondito la conoscenza proprio dello stesso tipo di tumore che ha colpito Jobs.

Steve Jobs è morto proprio in questi giorni (ne abbiamo parlato QUI) a causa di un arresto respiratorio causato dal tumore al pancreas che lo aveva colpito qualche anno fa.
Subito dopo la diagnosi (siamo nel 2003) si è voluto sottoporre ad alcune cure alternative, ritardando così la cura tradizionale. Il tutto sembra rispecchiare in pieno il personaggio Jobs proprio come sottolinea Peter Elkind, corrispondente di Fortune: “Steve Jobs ama seguire le proprie regole. Che si tratti di computer, azioni e persino il cancro”.

Ramzi afferma che: “Se chirurgicamente rimosso, la prognosi per questo tipo di tumore è incoraggiante (...) Date le circostanze sembrerebbe che la sua decisione di ricorrere a cure antitradizionali non abbia fatto altro che condurlo, senza ragione, ad un morte anticipata”.
Ed ancora: "La grande confusione è nata dal fatto che i media hanno sempre attribuito a Jobs un cancro al pancreas. Anche se il suo tumore avrebbe potuto avere origine nel pancreas, il suo non era il temutissimo adenocarcinoma pancreatico, che nel 95% dei casi colpisce il pancreas, senza lasciare speranze (...) Il 100% dei miei pazienti, affetti da questo tipo di cancro, sopravvive".

Il progressivo dimagrimento causato dalla malattia
Inevitabili sono state le reazioni e le polemiche nate da queste pesanti dichiarazioni. Per questo il ricercatore USA tende a precisare
Non ho partecipato alle cure di Jobs e le mie opinioni si basano soltanto sulle notizie riportate dai media (...) Jobs ha scelto di sottoporsi a ogni sorta di trattamento alternativo prima di optare per la medicina tradizionale.
Esiste la libertà per chiunque di fare come si vuole. Ma date le circostanze mi sembra di poter dire che la scelta delle cure alternative potrebbe averlo condotto verso una morte prematura ed evitabile
".

Infine conclude: "Non era mia intenzione offendere chi piange la sua scomparsa. Ho il più profondo rispetto per Jobs e la sua eredità. Agisco proprio in coerenza con il suo modo progressista di vedere il mondo, perché possiamo tutti imparare dai suoi errori”.

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mercoledì 12 ottobre 2011

L'eredità di Steve Jobs, a chi andranno 8 miliardi di dollari?



Laurene Powell Jobs
A pochi giorni dalla scomparsa del mostro sacro dell'informatica Steve Jobs, ci si inizia ad interrogare sul futuro delle sue fortune.
E' infatti risaputo che il suo patrimonio ammonta a quasi 8 miliardi di dollari. Jobs risulta essere il 39° uomo più ricco del mondo (la classifica completa QUI).

Se andiamo ad analizzare meglio la sua situazione famigliare possiamo accorgerci che il quadro non è dei più semplici.

La famiglia
Alla sua morte lascia sua moglie Laurene Powell Jobs e i tre figli Eve, Erin e Reed. Ovviamente questi sono i suoi primi eredi diretti.

Abdulfattah Jandali
I genitori biologici
Non tutti sanno che, subito dopo la sua nascita, Steve è stato dato in adozione dai suoi genitori biologici.
Siamo nel febbraio del 1955 e la coppia in questione è formata dalla giovane americana Joanne Simpson e dallo studente siriano Abdulfattah Jandali. Steve non ha mai avuto alcun rapporto con loro. Pare però che il padre Abdulfattah volesse conoscerlo ma avesse paura di venire accusato di farlo solo per interessi economici.
Inoltre Steve aveva anche una sorella biologica, Mona Simpson, che incontrò però solo all’età di 27 anni. Stando alle sue dichiarazioni, i due erano diventati molto legati.

I genitori adottivi
Come abbiamo già detto, Steve fu adottato da Paul e Clara Jobs, una coppia di Mountain View. I suoi genitori adottivi, entrambi ormai deceduti, avevano inoltre adottato anche una bambina, Patti Jobs, a tutti gli effetti sua sorella.

I figli
Steve Jobs e sua figlia Lisa
Oltre ai già citati Eve, Erin e Reed, Steve ha anche un'altra figlia, Lisa, avuta da Chrisann Brennan (la sua fidanzata ai tempi del liceo). Lisa è anche il nome con cui Jobs battezzò il primo computer Apple dotato di interfaccia grafica. A quei tempi rifiutò di riconoscere la bambina affermando di essere sterile. Solo in seguito un tribunale ne riconobbe la paternità. Lisa andò a vivere per qualche tempo con il padre che le pagò in seguito anche gli studi ad Harvard.

Testamento
Il leggendario CEO di Apple disporrebbe, secondo Times International Business, di moltissimi brevetti per tecnologie hi-tech. Si calcola infatti che siano ben 338.
La sua casa di 5.700 m², con sette camere da letto e quattro bagni, pare abbia un valore stimato attorno ai 2,3 milioni di dollari.
Inoltre possedeva anche un’enorme casa coloniale spagnola a Woodside composta da 14 camere e 13 bagni.
Il testamento di Jobs è un mistero. Il suo contenuto non è ancora stato reso noto e la famiglia si è chiusa in un silenzio assoluto.
La questione infatti risulta essere molto delicata, date le astronomiche cifre in ballo.


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sabato 8 ottobre 2011

Richard Stallman sulla morte di Steve Jobs: "Felice che se ne sia andato"

Richard Stallman

''Felice che Steve Jobs se ne sia andato. E' la fine della sua influenza maligna sul mondo del software''. Questa è stata l'espressione che Richard Stallman ha voluto utilizzare per commentare la scomparsa di Steve Jobs (ne abbiamo parlato QUI) sul suo sito.

Logo del progetto GNU
La nota prosegue: "Steve Jobs, il pioniere del computer inteso come prigione resa cool, progettato per separare gli stolti dalla propria libertà, è morto. Come il sindaco di Chicago, Harold Washington, disse del corrotto precedente sindaco Daley, non sono felice che sia morto, ma sono felice che se ne sia andato. Nessuno merita di dover morire, né Jobs, né Mr. Bill, nemmeno le persone colpevoli di mali peggiori dei loro. Ma tutti ci meritiamo la fine dell'influenza maligna di Jobs sul computing. Purtroppo, quell'influenza continua nonostante la sua assenza. Possiamo solo sperare che i suoi successori, nel proseguirne l'eredità, siano meno efficaci".

Per chi non lo conoscesse, Richard Stallman è una delle massime autorità nel mondo dell'open source. Ha dato vita al progetto GNU (dal quale si generò l'intero universo del codice aperto), ha fondato la Free Software Foundation (FSF) ed è inoltre l'autore della celebre licenza GPL (GNU General Public License), la più diffusa nel mondo del software libero.


Date le posizioni nettamente contrastanti, Stallman ebbe modo di scontrarsi numerose volte con i vari big dell'informatica "canonica" come Bill Gates (forse il più odiato) e lo stesso Steve Jobs.
Si ricorda la ormai celebre lettera aperta che, un ancora giovane, Gates rivolse ai "fanatici" del software libero (An Open Letter to Hobbyists):

Lettera aperta di Bill Gates
A me sembra che la cosa maggiormente critica nel mercato hobbista fino a ora sia stata la mancanza di buoni corsi di software, di libri e lo stesso software. Senza buon software e un proprietario che capisca di programmazione, un computer hobbistico è sprecato. Il software di qualità dovrà essere scritto per il mercato hobbistico?
Quasi un anno fa, Paul Allen e io, prevedendo l’espansione del mercato hobbistico, assumemmo Monte Davidoff per sviluppare il BASIC per l’Altair. Nonostante il lavoro iniziale abbia comportato solo due mesi, noi tre avevamo passato l’anno prima a documentarci, migliorando e aggiungendo caratteristiche al BASIC. Ora abbiamo un disk BASIC (esteso a ROM) a 4K, 8K. Il valore del computer che abbiamo usato supera i 40.000 dollari.
Il feedback che abbiamo ottenuto dalle centinaia di persone che dicono di star usando il BASIC è stato per tutti positivo. Ciò nonostante emergono due aspetti fondamentali:
1) la maggior parte di questi utilizzatori non ha mai comprato il BASIC (meno del 10% di tutti i proprietari dell’Altair ha comprato il BASIC)
2) la somma delle royalties ottenute dalle vendite agli hobbisti fa sì che il tempo passato a sviluppare il BASIC per l’ATAIR sia valutato meno di due dollari all’ora. 
Perché questo? Voi state rubando il vostro software e la maggior parte degli hobbisti deve diventarne consapevole. L’hardware deve essere pagato, al contrario il software è qualcosa da condividere. A chi importa se le persone che vi hanno lavorato sopra siano state pagate? E’ forse corretto? Una cosa che voi non fate rubando software è di ritornare al MIT per dei problemi che potete aver avuto. Il MIT non fa soldi vendendo software. La royalty pagata a noi, il manuale, il nastro e il resto rendono questa operazione in pareggio.
Una cosa che fate è di ostacolare che del buon software venga scritto. Chi può affrontare di fare del lavoro professionale per nulla? Quale hobbista può mettere tre anni di tempo-uomo nella programmazione, trovando tutti i bug, documentando il suo prodotto e distribuirlo, il tutto gratuitamente? Il fatto è che nessun altro oltre a noi ha investito del gran danaro nel software hobbistico.
Abbiamo scritto il BASIC 6800 e stiamo scrivendo l’APL 8080 e l’APL 6800, ma esiste solo un piccolo incentivo a rendere disponibile questo software agli hobbisti. Francamente, la cosa che voi fate è rubare.
Cosa dire dei ragazzi che rivendono il BASIC dell’ALTAIR, non stanno forse facendo i soldi sul software hobbistico? Si, coloro che si sono stati denunciati, alla fine potranno rimetterci. Essi sono quelli che danno agli hobbisti una brutta nomea e dovrebbero essere cacciati fuori a pedate da qualsiasi riunione in cui dovessero apparire.

Stallman infine conclude sul suo sito: "La sua (di Jobs) influenza continuerà ad essere presente nonostante la sua scomparsa. Possiamo solo sperare che il suo successore, siccome continueranno a portare avanti la sua eredità, sia meno efficace"


Forse, e questa è una mia personalissima opinione, in un momento come questo, sarebbe stato meglio rimanere in silenzio.
Lasciando da parte le idee ed il merito della questione, la tempistica ed il modo con il quale sono state fatte queste dichiarazioni lasciano molto a desiderare.
Lottare per le proprie convinzioni e posizioni è qualcosa di nobile ma forse, almeno in questa occasione, si è persa una grande opportunità.


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giovedì 6 ottobre 2011

Morto Steve Jobs



Il 5 ottobre 2011 è destinato a rimanere uno dei giorni più tristi della storia dell'informatica moderna. Quello che tutti avevano paura succedesse ma che ci si sforzava di scacciare via come un brutto pensiero è accaduto, Steve Jobs è morto.

Sul suo sito, Apple rende omaggio al proprio co-fondatore con il suo inconfondibile stile elegante e minimale. La sua immagine in bianco e nero domina la scena proprio come lui ha fatto per 30 anni.

Il visionario californiano era da tempo malato di cancro al pancreas, una delle forme più aggressive e letali di cancro, ed aveva abbandonato il proprio ruolo di CEO Apple proprio lo scorso 25 agosto rassegnando le dimissioni. Il suo posto è stato preso da Tim Cook (lo aveva già fatto temporaneamente in passato).

Erano in molti ad aspettarlo 2 giorni fa alla presentazione del nuovo iPhone 4s, con la speranza di vederlo almeno per una comparsata ed un saluto. Nessuno si aspettava che le sue condizioni di salute fossero così gravi.

Anche il presidente USA Barack Obama ha voluto ricordare il ‘visionario’ di Apple, un uomo “simbolo della genialita’ americana, coraggioso abbastanza da credere di poter cambiare il mondo, e con il talento sufficiente per farlo”.
Al coro si unisce anche il suo acerrimo rivale amico/nemico Bill Gates: "Sono profondamente rattristato nell'apprendere della morte di Steve Jobs. Io e Melinda estendiamo le nostre sincere condoglianze alla sua famiglia e agli amici e a tutti coloro ha coinvolto nel suo lavoro. Io e Steve ci siamo incontrati per la prima volta circa 30 anni fa e siamo stati colleghi, avversari e amici nel corso di più di metà delle nostre vite. Al mondo è raro vedere qualcuno con il profondo impatto che Steve ha avuto, e i cui effetti saranno sentiti da molte generazioni a venire. Per coloro che di noi fortunati abbastanza da lavorare con lui è un stato uno spropositato onore. Steve mi mancherà immensamente."

Se ne va dunque un gigante dell'informatica che tutti rimpiangeranno e che ha saputo rivoluzionare e guidare un intero settore per 30 anni.

Resta quel suo "Siate affamati, siate folli" del bellissimo e commovente discorso fatto ai laureandi di Stanford nel 2005 e che in qualche modo racchiude e sintetizza un uomo geniale.


Puoi consultare il testo integrale del discorso QUI


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