il 19 ottobre nel quartier generale di Apple a Cupertino, si è svolta una cerimonia commemorativa in onore di Steve Jobs.
A questo evento privato hanno preso parte tutti i dipendenti, i manager, la moglie Laurene e l'attuale CEO Tim Cook che ha aperto la cerimonia con queste parole:
"Le mie ultime due settimane sono state le più tristi della mia vita fin’ora. Ma conosco Steve. E Steve avrebbe voluto che questa nuvola si fosse già sollevata da Apple e dalla nostra concentrazione per ritornare al lavoro che amava tanto. E’ quindi con questo spirito che desideravamo stringere l’intera società assieme, quest’oggi, per celebrare la vita straordinaria di Steve e i suoi molti successi"
L'evento non è stato trasmesso in diretta ma ora Apple ha messo a disposizione l'intero video, della durata di circa 80 minuti, sul proprio sito web. Per accedere direttamente cliccate QUI.
Requisiti tecnici: Safari 4 o 5 per Mac OS X Snow Leopard o Lion, Safari per iOS 3 o successivi, QuickTime 7 per Windows.
Steve Jobs è stato senza dubbio un visionario ed una grande personalità, almeno nel campo informatico. Tutti noi lo abbiamo visto in jeans e girocollo nero a presentare le meraviglie di iPod, iPhone ed infine iPad. Tutti noi ne abbiamo subito il fascino.
Quello che invece non abbiamo mai visto è il privato di questo grande personaggio. Quando le porte dell'azienda si chiudevano e si aprivano quelle di casa, il guru lasciava spazio al solo Steve.
Walter Isaacson
E' ormai questione di ore prima che esca la biografia autorizzata sulla sua vita (pubblicazione prevista per lunedì 24 ottobre), scritta da Walter Isaacson a seguito di una lunga serie di interviste con lo stesso Jobs.
Le ultime anticipazioni riguardano appunto la sfera privata del padre di Apple ed il suo rapporto con le donne.
Prima di conoscere la moglie Laurene, Steve frequentava una consulente informatica di nome Tina Redse. Dopo frequenti tira e molla tra i due, Jobs le chiese di sposarlo ma lei lo mollò immediatamente commentando con gli amici: "Mi farebbe diventare matta".
Successivamente incontrò Laurene Powell, un'ex trader di Goldman Sachs. Nel capodanno del 1990 le chiese di sposarlo ma poi non affrontò più l'argomento per addirittura dei mesi. Lei alla fine lo mollò ma lui, dopo averle regalato un anello di fidanzamento, riuscì a riconquistarla e poi sposarla (finalmente aggiungerei).
Steve Jobs con sua moglie Laurene
Anche Bill Gates ricorda come i due spesso si divertivano a scherzare sulle rispettive mogli. Bill affermava infatti che, come Melinda con lui stesso, anche Laurene era riuscita a mantenere "semi-sano" il vulcanico Steve.
Nel libro si parla anche dell'ultimo capitolo di Jobs, la malattia. Laurene racconta di come Steve si sia rifiutato di sottoporsi immediatamente alle cure tradizionali, preferendo un approccio alternativo.
Afferma infatti: "Non voleva che il suo corpo fosse violato (...) E' difficile convincere qualcuno a fare una cosa del genere. Gli dicevo che il corpo esiste per servire lo spirito".
(Leggi anche "Steve Jobs poteva salvarsi").
Per conoscere l'intera storia non resta altro che aspettare l'uscita del libro. Vi segnalo che è già possibile ordinarlo in anteprima su Amazon.it QUI
Dopo la morte del guru Steve Jobs, il mondo dell'informatica continua ad interrogarsi riguardo il futuro della sua creatura, la tanto amata Apple.
Una delle voci che iniziano a circolare con crescente intensità è quella di un clamoroso quanto "romantico"ritorno in sella del co-fondatore Steve Wozniak.
Woz, come viene chiamato, è stato, fin dalla fondazione di Apple, il progettista e l'uomo che stava dietro alle creature che hanno fatto le fortune della Mela. Fu lui infatti a progettare l'Apple I, il primo personal computer che rivoluzionò l'intero settore dell'informatica.
Nel 1981, a seguito di un incidente con il suo aereo privato, perse momentaneamente la memoria a breve termine che tornò poi col tempo. Al suo ritorno in azienda, non riuscì più a lavorare come un tempo e perse l'entusiasmo che aveva contraddistinto i due Steve sin dai tempi delle schede assemblate a mano in un garage. Abbandonò definitivamente Apple nel 1985, a 9 anni dalla sua fondazione, per dedicarsi ad altri progetti.
Steve Wozniak
Wozniak è però sempre rimasto molto legato all'azienda che ha contribuito a fondare, seguendone passo per passo tutti gli sviluppi. Proprio in questi giorni ha fatto parlare di se per essersi messo in fila, davanti ad un Apple Store, per comprare il nuovissimo iPhone 4s (foto e dichiarazioni QUI).
La prematura scomparsa del suo grande amico Steve Jobs lascia ora un enorme (forse incolmabile) vuoto. Jobs era l'immagine stessa dell'azienda, ma soprattutto ne era la mente e la guida. Tutti ora continuano a chiedersi chi potrà cogliere una così scomoda eredità.
La risposta che inizia a prendere piede è forse la più incredibile: Steve Wozniak.
Questa primavera Woz aveva aperto uno spiraglio ad un suo rientro in Apple. Aveva infatti risposto con un diretto “I’d consider it, yeah” ad un giornalista che gli chiedeva se fosse disposto a tornare a "casa".
Woz darebbe un volto completamente differente alla Mela. Il suo aspetto bonario ed il suo modo di fare sono completamente differenti da quelli dell'ex CEO Jobs.
Non potrebbe infatti, neanche lontanamente, essere bollato come uno "squalo" che vuole distruggere e vincere i concorrenti, imponendo la propria idea con prodotti prevalentemente chiusi ad utilizzi non "previsti" a monte.
Il suo ruolo potrebbe essere quello di responsabile di tutta l'area tecnica che c'è dietro ai prodotti della Mela, lasciando la gestione aziendale ed il "lavoro sporco" all'ormai collaudato Tim Cook.
Per ora (ahimè) tutto questo rimane solo una voce di corridoio e magari un romantico sogno al silicio. Il futuro però potrebbe riservarci delle grosse sorprese.
Tra le tante domande ed ipotesi, una sola cosa è sicura, il futuro di Apple continuerebbe ad essere roseo se fosse guidata dal genio di Steve Wozniak.
A seguito delle dichiarazioni di Ramzi Amri, il ricercatore che in questi giorni aveva affermato che la morte di Steve Jobs si sarebbe potuta evitare se solo si fosse sottoposto alle cure tradizionali per tempo (ne abbiamo parlato QUI), sono nate polemiche e numerose discussioni.
A parlare ora è però Filippo Cremonini, gastroenterologo al Beth Israel Deaconess Medical Center dell’Harvard Medical School, che, non senza un pizzico di fastidio, smonta totalmente le tesi sostenute da Ramzi Amri.
Filippo Cremonini
L'italiano infatti afferma: "Mi sento in dovere di precisare, a titolo personale ma da componente della stessa organizzazione, che questo signor Ramdi Amri NON è "l'oncologo di Harvard" come hanno scritto i giornali ma un semplice 'Fullbright scholar' senza laurea in Medicina riconosciuta negli USA, in soggiorno temporaneo a Boston, e non sembra sia nemmeno un clinico. Insomma: persona giovane e scommetto brillante, ma praticamente uno studente in visita"
Vi riporto in seguito le affermazioni di Cremonini, tratte dalla versione online del Corriere della Sera:
Le sue tesi sono completamente sbagliate?
"Il signor o dottor Amri esprime un convincimento che può essere comune a colleghi gastroenterologi, chirurghi, internisti ed oncologi, e lo documenta. Ma in primis non ha la conoscenza diretta del caso Jobs, e poi si abbandona ad agghiaccianti semplificazioni. Una tentazione in cui uno che non ha esperienza clinica può facilmente cadere".
Conosce personalmente Ramdi Amri?
"Sembra sia un giovane studente olandese di origini tunisine arrivato in America sei mesi fa. Quando parla del “100% dei ‘suoi’ pazienti guariti da quel tipo di tumore” mente sfacciatamente. In più, e questo è molto più serio, viola una discrezione, un riserbo professionale che neanche il più oscuro dei medici di medicina generale si sognerebbe di fare, figurarsi un oncologo accademico".
Che cosa intende dire?
"L'uso del nome di Harvard per una polemica così non può andare giù ai medici di questa istituzione, che sgobbano anni in corsia e laboratorio prima di poter mettere il logo di Harvard su un biglietto da visita. In fondo, come dice uno dei protagonisti del film The Social Network, questo è l’indirizzo accademico più prestigioso al mondo. Se costui si presentava come lo studente dell’università di Amsterdam (che in effetti era fino a pochi mesi fa) chi gli dava ascolto?".
Che cosa succederà adesso?
"E’ possibile che signor Amri subirà delle conseguenze disciplinari e forse persino legali di qualche tipo. La sua trovata rischia di far perdere importanti fondi per la ricerca all’università. Qui ci sacrifichiamo per evitare conflitti di interesse e pubblicità occulte a vario titolo che ci vengono proposte dal mondo extra-accademico. Tutto questo per contribuire a mantenere il nome di Harvard integro. La credibilità è tutto nell’Accademia. Prevedo nubi dense su questo giovane ricercatore, che, però se l'è un po’ andata a cercare".
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Ramzi Amri
La morte di Steve Jobs si sarebbe potuta evitare se solo si fosse rivolto alla medicina tradizionale per tempo.
Questa è la tesi portata avanti da Ramzi Amri, ricercatore presso la prestigiosa Università di Harvard.
Il ricercatore sembra molto sicuro di quanto affermato. Ramzi Amri è infatti un'oncologo che, per 1 anno e mezzo in Olanda, ha studiato ed approfondito la conoscenza proprio dello stesso tipo di tumore che ha colpito Jobs.
Steve Jobs è morto proprio in questi giorni (ne abbiamo parlato QUI) a causa di un arresto respiratorio causato dal tumore al pancreas che lo aveva colpito qualche anno fa.
Subito dopo la diagnosi (siamo nel 2003) si è voluto sottoporre ad alcune cure alternative, ritardando così la cura tradizionale. Il tutto sembra rispecchiare in pieno il personaggio Jobs proprio come sottolinea Peter Elkind, corrispondente di Fortune: “Steve Jobs ama seguire le proprie regole. Che si tratti di computer, azioni e persino il cancro”.
Ramzi afferma che: “Se chirurgicamente rimosso, la prognosi per questo tipo di tumore è incoraggiante (...) Date le circostanze sembrerebbe che la sua decisione di ricorrere a cure antitradizionali non abbia fatto altro che condurlo, senza ragione, ad un morte anticipata”.
Ed ancora: "La grande confusione è nata dal fatto che i media hanno sempre attribuito a Jobs un cancro al pancreas. Anche se il suo tumore avrebbe potuto avere origine nel pancreas, il suo non era il temutissimo adenocarcinoma pancreatico, che nel 95% dei casi colpisce il pancreas, senza lasciare speranze (...) Il 100% dei miei pazienti, affetti da questo tipo di cancro, sopravvive".
Il progressivo dimagrimento causato dalla malattia
Inevitabili sono state le reazioni e le polemiche nate da queste pesanti dichiarazioni. Per questo il ricercatore USA tende a precisare:
“Non ho partecipato alle cure di Jobs e le mie opinioni si basano soltanto sulle notizie riportate dai media (...) Jobs ha scelto di sottoporsi a ogni sorta di trattamento alternativo prima di optare per la medicina tradizionale. Esiste la libertà per chiunque di fare come si vuole. Ma date le circostanze mi sembra di poter dire che la scelta delle cure alternative potrebbe averlo condotto verso una morte prematura ed evitabile".
Infine conclude: "Non era mia intenzione offendere chi piange la sua scomparsa. Ho il più profondo rispetto per Jobs e la sua eredità. Agisco proprio in coerenza con il suo modo progressista di vedere il mondo, perché possiamo tutti imparare dai suoi errori”.
Sembra incredibile ma è proprio così. Steve Wozniak, il co-fondatore della Apple assieme all'amico Steve Jobs, s'è messo in fila davanti ad un Apple Store per poter essere il primo ad acquistare il nuovo iPhone 4s (ne abbiamo parlato QUI). E' lo stesso Woz, con un cinguettìo su Twitter, a comunicarlo con tanto di foto.
Woz seduto davanti all'Apple Store
Il simpaticissimo genio informatico si è infatti comodamente seduto davanti all'Apple Store di Los Gatos, in California, già dalle 14.00 di ieri (giovedì 13). Come possiamo vedere dalle foto, per ammazzare il tempo e rendere meno lunga l'attesa, si intrattiene con un altro gioiello Apple, l'iPad.
Ovviamente la sua presenza non è passata inosservata e in pochissimo tempo sono fioccate foto (che stanno facendo il giro del mondo) ed interviste con i più grandi network americani.
Steve Jobs e Steve Wozniak
Wozniak è il meno conosciuto (mediaticamente) dei 2 Steve che hanno dato il via all'avventura Apple.
Come possiamo leggere sulla sua voce su Wikipedia: "Sebbene il suo contributo sia stato principalmente rivolto verso la realizzazione di tecnologie e la risoluzione di problemi tecnici, la sua dimestichezza con l'elettronica e la sua capacità quasi leggendaria di ridurre la complessità e quindi i costi delle componenti elettroniche lo hanno reso una delle figure più note nel mondo dell'informatica. Infatti è stato lui a progettare l'Apple I, il primo personal computer pronto all'uso"
Seduto davanti a quella porta chiusa, col suo originalissimo modo di fare, Woz ha spiegato: «Voglio avere il mio (iPhone) così come milioni di altri fans. Voglio solo poter parlare con il mio telefono».
A pochi giorni dalla scomparsa del mostro sacro dell'informatica Steve Jobs, ci si inizia ad interrogare sul futuro delle sue fortune.
E' infatti risaputo che il suo patrimonio ammonta a quasi 8 miliardi di dollari. Jobs risulta essere il 39° uomo più ricco del mondo (la classifica completa QUI).
Se andiamo ad analizzare meglio la sua situazione famigliare possiamo accorgerci che il quadro non è dei più semplici.
La famiglia
Alla sua morte lascia sua moglie Laurene Powell Jobs e i tre figli Eve, Erin e Reed. Ovviamente questi sono i suoi primi eredi diretti.
Abdulfattah Jandali
I genitori biologici
Non tutti sanno che, subito dopo la sua nascita, Steve è stato dato in adozione dai suoi genitori biologici.
Siamo nel febbraio del 1955 e la coppia in questione è formata dalla giovane americana Joanne Simpson e dallo studente siriano Abdulfattah Jandali. Steve non ha mai avuto alcun rapporto con loro. Pare però che il padre Abdulfattah volesse conoscerlo ma avesse paura di venire accusato di farlo solo per interessi economici.
Inoltre Steve aveva anche una sorella biologica, Mona Simpson, che incontrò però solo all’età di 27 anni. Stando alle sue dichiarazioni, i due erano diventati molto legati.
I genitori adottivi
Come abbiamo già detto, Steve fu adottato da Paul e Clara Jobs, una coppia di Mountain View. I suoi genitori adottivi, entrambi ormai deceduti, avevano inoltre adottato anche una bambina, Patti Jobs, a tutti gli effetti sua sorella.
I figli
Steve Jobs e sua figlia Lisa
Oltre ai già citati Eve, Erin e Reed, Steve ha anche un'altra figlia, Lisa, avuta da Chrisann Brennan (la sua fidanzata ai tempi del liceo). Lisa è anche il nome con cui Jobs battezzò il primo computer Apple dotato di interfaccia grafica. A quei tempi rifiutò di riconoscere la bambina affermando di essere sterile. Solo in seguito un tribunale ne riconobbe la paternità. Lisa andò a vivere per qualche tempo con il padre che le pagò in seguito anche gli studi ad Harvard.
Testamento
Il leggendario CEO di Apple disporrebbe, secondo Times International Business, di moltissimi brevetti per tecnologie hi-tech. Si calcola infatti che siano ben 338.
La sua casa di 5.700 m², con sette camere da letto e quattro bagni, pare abbia un valore stimato attorno ai 2,3 milioni di dollari.
Inoltre possedeva anche un’enorme casa coloniale spagnola a Woodside composta da 14 camere e 13 bagni.
Il testamento di Jobs è un mistero. Il suo contenuto non è ancora stato reso noto e la famiglia si è chiusa in un silenzio assoluto.
La questione infatti risulta essere molto delicata, date le astronomiche cifre in ballo.
Recentemente un ragazzo vicentino ha vinto una causa legale che lo vedeva contrapposto al big dell'informatica Apple. Il 22enne citò in giudizio l'azienda americana perchè il suo Mac, guastatosi ad un anno di distanza dall'acquisto, non prevedeva la garanzia di 2 anni come stabilito dalla legge italiana.
Il fatto risale al 2007, quando Nils Calasanzio, il ragazzo in questione, si è visto negata l'assistenza gratuita perchè il suo Mac aveva superato un anno di vita.
A questo punto il giovane vicentino si è subito rivolto all'associazione dei consumatori Ausbef che lo ha assistito con un suo legale, Elisabetta D'Este.
Nils Calasanzio
La vicenda trova epilogo in questi giorni con la sentenza di condanna per Apple. Il giudice infatti ha stabilito che il gigante americano era nel torto e lo ha condannato al pagamento di 5.800 euro di risarcimento, tra o quali figurano 1.300 per il costo del computer, 350 per le spese sostenute dal ragazzo per riparare un computer sostitutivo e 1.800 per le spese legali.
Questa sentenza va ad affiancare la recente inchiesta aperta dall'antitrust italiana. Nel mirino è ancora il servizio di garanzia offerto da Apple.
Si è infatti aperto un procedimento istruttorio nei confronti dei rivenditori Comet Spa, Apple Retail Italia Srl, Apple Italia Srl e Apple Sales International. Il tutto è finalizzato a verificare che siano rispettate le normative di legge previste in Italia, in particolare gli articoli 132 e 133 del Codice italiano del Consumo che prevedono una durata della garanzia legale di due anni.
E' risaputo che Apple offre una garanzia massima di 1 anno su tutti i propri prodotti. Inoltre viene offerto un servizio a pagamento di prolungamento della stessa fino a 2 anni.
Non resta che aspettare e sperare che, anche grazie a questa sentenza, la situazione (almeno per quanto riguarda l'Italia) vada normalizzandosi offrendo maggiori tutele per i consumatori.
Il 5 ottobre 2011 è destinato a rimanere uno dei giorni più tristi della storia dell'informatica moderna. Quello che tutti avevano paura succedesse ma che ci si sforzava di scacciare via come un brutto pensiero è accaduto, Steve Jobs è morto.
Sul suo sito, Apple rende omaggio al proprio co-fondatore con il suo inconfondibile stile elegante e minimale. La sua immagine in bianco e nero domina la scena proprio come lui ha fatto per 30 anni.
Il visionario californiano era da tempo malato di cancro al pancreas, una delle forme più aggressive e letali di cancro, ed aveva abbandonato il proprio ruolo di CEO Apple proprio lo scorso 25 agosto rassegnando le dimissioni. Il suo posto è stato preso da Tim Cook (lo aveva già fatto temporaneamente in passato).
Erano in molti ad aspettarlo 2 giorni fa alla presentazione del nuovo iPhone 4s, con la speranza di vederlo almeno per una comparsata ed un saluto. Nessuno si aspettava che le sue condizioni di salute fossero così gravi.
Anche il presidente USA Barack Obama ha voluto ricordare il ‘visionario’ di Apple, un uomo “simbolo della genialita’ americana, coraggioso abbastanza da credere di poter cambiare il mondo, e con il talento sufficiente per farlo”.
Al coro si unisce anche il suo acerrimo rivale amico/nemico Bill Gates: "Sono profondamente rattristato nell'apprendere della morte di Steve Jobs. Io e Melinda estendiamo le nostre sincere condoglianze alla sua famiglia e agli amici e a tutti coloro ha coinvolto nel suo lavoro. Io e Steve ci siamo incontrati per la prima volta circa 30 anni fa e siamo stati colleghi, avversari e amici nel corso di più di metà delle nostre vite. Al mondo è raro vedere qualcuno con il profondo impatto che Steve ha avuto, e i cui effetti saranno sentiti da molte generazioni a venire. Per coloro che di noi fortunati abbastanza da lavorare con lui è un stato uno spropositato onore. Steve mi mancherà immensamente."
Se ne va dunque un gigante dell'informatica che tutti rimpiangeranno e che ha saputo rivoluzionare e guidare un intero settore per 30 anni.
Resta quel suo "Siate affamati, siate folli" del bellissimo e commovente discorso fatto ai laureandi di Stanford nel 2005 e che in qualche modo racchiude e sintetizza un uomo geniale.
Puoi consultare il testo integrale del discorso QUI
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Poche ore fa è si concluso l'atteso "Let's talk iPhone", evento Apple nel quale è stato presentato, tra le altre cose, il nuovissimo iPhone 4s.
La nuova creatura della Mela può essere considerata un'evoluzione piuttosto che un'innovazione. Si tratta infatti di una versione rivista e pesantemente aggiornata del suo celebre predecessore. Chi attendeva con ansia il nuovo iPhone 5, accanto alla versione low-cost 4s, è rimasto dunque molto deluso.
La scocca resta sostanzialmente uguale a quella dell'iPhone 4. Unico cambiamento si ha nella banda laterale, divisa in 4 parti per risolvere il problema con l'antenna che aveva impensierito non poco gli uomini Apple. Saranno disponibili immediatamente entrambe le colorazioni (bianco e nero).
Grosso cambiamento invece per quanto riguarda l'hardware. Il nuovo smartphone sarà equipaggiato con un processore A5 dual-core che promette di raddoppiare le prestazioni del sistema e di aumentarle fino a sette volte in ambito grafico.
Lo schermo Retina display rimane sostanzialmente uguale al vecchio modello, con i suoi 3,5 pollici e 960x640 pixel di risoluzione.
La fotocamera aumenta di risoluzione ed arriva a 8 megapixel accanto ad altre migliorie tecniche (stabilizzatore d'immagine, riconoscimento dei volti, ecc). Tutto questo permetterà la registrazione di video in Full-HD, cioè con una risoluzione max di 1080p a 30 fotogrammi per secondo.
La memoria interna sarà di 16GB, 32GB o 64GB in base al modello.
La batteria avrà una durata di:
- 8 ore in conversazione 3G
- 14 ore in conversazione 2G
- 200 ore in standby
- 10 ore di riproduzione video
- 40 ore di riproduzione audio
E' stata introdotta la versione 4.0 del protocollo Bluetooth, più efficiente dal punto di vista energetico. Il sistema AirPlay consentirà di trasmettere ad altri sistemi (televisori, schermi, ecc) video, musica e tutto ciò che visualizziamo col display dello smartphone. Si aprono dunque tutta una serie di nuove ed interessanti possibilità di utilizzo dell'iPhone, ad esempio per i giochi.
Il sistema operativo sarà ovviamente il già annunciato iOS 5 con oltre 200 migliorie ed aggiornamenti.
Prevista l'implementazione del nuovo servizio iCloud che rende finalmente l'iPhone Pc-indipendente. Sarà possibile infatti scaricare (e sicronizzare con tutti i device posseduti) tutti gli aggiornamenti software, file, musica, immagini, video, ecc, direttamente dalla rete accedendo alla nuvola col proprio account.
La più grossa novità a livello software è senza dubbio l'assistente vocale SIRI, un programma che interpreta, oltre ai comandi vocali, anche le domande poste. A seguito di un sessione di addestramento (il programma imparerà a riconoscere la vostra voce ed il vostro modo di parlare), sarà infatti possibile interagire vocalmente con l'iPhone per dettare e-mail, sms, cercare contatti, cercare nel web, ecc.
Il sistema SIRI sarà disponibile in versione Beta solo in Inglese, Francese, Tedesco.
Qui potete vedere il video ufficiale nel quale ne viene mostrato il funzionamento
Il prezzo rimane in linea con i prezzi del vecchio iPhone 4 al momento del lancio, circa 700 euro. Per quanto riguarda invece l'abbonamento:
- 199 dollari per la versione 16GB
- 299 dollari per la versione 32GB
- 399 dollari per la versione 64GB
I prezzi in Italia sono ovviamente ancora da definire.
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Rimani collegato su questo blog, potrai seguire la diretta della presentazione del nuovo iPhone 5!
L'evento, battezzato "Let's talk iPhone", è previsto per le ore 19.00 (ora italiana)
Apple ha deciso di non fornire la diretta streaming ma, grazie alle persone presenti in sala, sarà possibile scoprire quasi in real-time le ultime novità.
Secondo alcune indiscrezioni, Nokia starebbe lavorando alla creazione di un serie di smartphone a basso prezzo basati su kernel Linux.
Il Wall Street Journal ha raccolto queste voci e riferisce di come si sia affidato il progetto al vice presidente esecutivo di Nokia Mary McDowell. Ovviamente non si hanno conferme ufficiali da parte del gigante della telefonia, trincerato dietro ad un eloquente "No comment".
Mary McDowell
La situazione della società finlandese non è delle migliori. Scelte strategiche totalmente sbagliate e tempi di reazione molto lunghi hanno concesso mesi e mesi di vantaggio alla concorrenza spietata dei suoi avversari. L'avvento della rivoluzione iPhone ha posto fine al regno incontrastato di Nokia, durato un decennio.
Rimanere legati a Symbian, ormai obsoleto, troppo a lungo non è stata una strategia vincente. Il primo tentativo di reazione si è avuto con il sistema MeeGo (distribuito con il modello N9) che però non ha avuto la risposta di pubblico che ci si aspettava.
Nokia N9
Da questo nasce la maxi alleanza con Microsoft per lo sviluppo di smartphone equipaggiati con il sistema Windows Phone 7.
Le specifiche tecniche dell'ultima fatica di BigM però richiedono un hardware all'altezza, andando a coprire così soltanto i device di fascia alta. Per questo motivo l'intero comparto di prodotti di fascia bassa è rimasto scoperto.
Da quì la decisione di iniziare a lavorare ad un sistema a basso costo abbracciando il kernel Linux.
Il progetto è stato chiamato Meltemi (nome greco per i venti che soffiano da nord sul mar Egeo) e, accanto al cuore Linux, presenterà un'interfaccia grafica parente stretta di quella utilizzata per MeeGo.
La sfida è molto interessante. Il settore mobile è in forse espansione, in particolare il comparto entry-level. I mercati emergenti presentano una forte domanda di device a basso costo che permettono però una forte connettività ad internet ed ai servizi web.
Se anche Apple, da sempre restìa a concetti come il low-cost, pare stia volgendo lo sguardo a questa fetta della torta con il vociferato iPhone 4s, vuol dire che una nuova corsa all'oro sta per cominciare ed i concorrenti sembrano essere più agguerriti che mai.
Lancio di 2 nuovi prodotti Amazon, il Kindle Touch ed il Kindle Fire. Il primo è l'ultima versione del celebre eBook Reader mentre il secondo è il nuovo arrivato della famiglia dei tablet e serio candidato a rivaleggiare con iPad 2 di Apple
Amazon ha finalmente presentato a New York i suoi nuovissimi prodotti. La cosa che meraviglia di più è la strategia di prezzo messa in atto. Tutto fa pensare ad un attacco diretto rivolto contro Apple ed il suo iPad.
Kindle Touch
Il nuovo Kindle Touch
La nuova versione dell'ormai famoso e-reader è stata del tutto rivoluzionata. Anche Amazon ha finalmente sposato l'approccio touch (rischiava di rimanere indietro) ed ha eliminato ogni tasto dal device.
Anche l'interfaccia grafica ha subito (ovviamente) delle modifiche. Per cambiare pagina sarà sufficiente toccare il bordo destro/sinistro dello schermo, mentre per accedere al menù basterà toccarne il centro.
La nuova interfaccia grafica
La batteria è stata potenziata ed avrà un'autonomia massima di 2 mesi. Lo spazio a disposizione sale a 4GB. Lo schermo, ora touch, rimane il collaudatissimo E-Ink.
X-Ray
Tra le novità disponibili c'è anche un nuovissimo modulo software che permette l'integrazione di informazioni aggiuntive a quelle presenti nell' e-book che stiamo leggendo. Sarà possibile, cliccando sulle parole, ottenere informazioni e definizioni da Wikipedia (molto utile ad esempio per libri storici ecc)
Prezzo
- 99 dollari per il modello WiFi
- 149 dollari per il modello 3G
- 79 dollari per il modello economico privo di schemo touch e X-Ray
+40 dollari sul prezzo se si desidera la versione sprovvista del servizio di pubblicità integrato
La versione economica da 79 dollari
Kindle Fire
Il nuovissimo Kindle Fire
La vera novità è proprio il nuovo Kindle Fire, presentato da Amazon per contrastare lo strapotere Apple sul campo dei tablet.
Si tratta di un tablet che adotta uno schemo touch di 7 pollici ed una memoria interna di 8GB.
Il sistema implementa una versione super adattata di Android (in realtà la versione per smartphone e non per tablet). La creatura di Google è stata quasi rivoluzionata per adattarsi a pennello ai bisogni ed ai servizi offerti dalla galassia Amazon.
Il cuore resta però ancora Android, quindi sarà garantita la piena compatibilità con le innumerevoli applicazioni già disponibili per questa piattaforma.
AppStore Amazon per applicazioni Android
Amazon ha integrato alla grande i suoi servizi cloud. Sarà possibile la sincronizzazione dei contenuti in tutti i device collegati ad un account. In questo modo si potrà ascoltare musica, vedere un film, ecc, su piattaforme differenti senza preoccuparsi di dover spostare file e dati.
La navigazione web sarà possibile grazie al browser messo a disposizione. Amazon Silk effettuerà il rendering in remoto aumentando in questo modo le prestazioni del sistema (sarà possibile anche decidere cosa renderizzare in remoto e cosa sul device). Le immagini e le intere pagine saranno riadattate alle dimensioni dello schermo del Fire e presentate così come presenti nel web.
Non sarà presente alcuna fotocamera o telecamera e nemmeno un modulo di connettività 3G.
E' quì che entra in gioco la strategia adottata da Amazon. Si è preferito puntare su un device meno performante dei concorrenti diretti (pensiamo all'equipaggiamento hardware dell'iPad) entrando in concorrenza sul prezzo.
Il prezzo di questo gioiellino è di appena 199 dollari!
Al contrario di Apple, che ricava circa il 30% su ogni iPad venduto, Amazon ha deciso di andare in perdita di circa 10 dollari per pezzo (non sono disponibili cifre ufficiali, si parla ovviamente di stime).
Gli uomini Amazon pensano che il gioco possa valere la candela. Mettere in seria difficoltà iPad sul prezzo e puntare tutto sui contenuti offerti.
Infatti Amazon conta accordi con i maggiori produttori di film, serial tv, case editrici, produttori di videogame.
Sarà quindi tutto direttamente disponibile nell'App-store e sincronizzato ovunque grazie al cloud.
Questo nuovo "ciclone" promette di smuovere le acque e ridisegnare gli equilibri raggiunti. Qualcuno dalle parti di Cupertino inizia già a preoccuparsi
Nell'ultima versione del sistema operativo della Mela si può notare come sia scomparsa la cartella "Libreria". In realtà, non si sa bene per quale ragione, è solo nascosta.
Per farla riapparire è sufficiente selezionare il menù "Vai" del Finder e tenere premuto ALT sulla tastiera. Come per magia comparirà proprio come mostra l'immagine
Il sito, specializzato in sicurezza informatica, Defence in Depth ha appena rivelato l'esistenza di una falla nell'ultima versione del celebre OS della Mela.
L'articolo spiega come, agendo dal terminale del sistema (a dire il vero quasi mai usato dall'utente comune), sia possibile accedere ad alcune informazioni sull'account Amministratore di sistema. Sarebbe inoltre possibile modificarne la password senza che ci sia richiesta la vecchia.
Il comando da utilizzare è questo:
Dscl localhost -passwd /Search/Users/nomeAmministratoreDiSistema (naturalmente bisogna inserire il nome dell'amministratore di sistema)
Ora si ha accesso al sistema come amministratore, quindi con la possibilità di apportare le più svariate modifiche allo stesso).
Naturalmente questa semplice operazione manuale può essere tranquillamente messa in pratica da un banale virus. In questo modo avrebbe completo e libero accesso all'intero sistema con i danni che possiamo facilmente immaginare.
Per quanto mi riguarda credo che sia una falla piuttosto grave, almeno per gli standard ai quali ci ha abituato Apple. Restiamo in attesa di un aggiornamento sw in questi giorni, che metta mano a questa falla e la risolva.
<<Il Dipartimento di Informatica, in collaborazione con Data Port-Apple Solution Expert, organizza un corso di Sviluppo di Applicazioni per iOS, il sistema operativo sviluppato da Apple per iPhone, iPod touch e iPad. Il corso è tenuto dal Prof.Goran Djukic - Istituto di Fisiologia Clinica - CNR. >>